L'editoriale
Regalo alle aziende, stangata per i salariati
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Chiedere di giudicare delle norme fiscali per le imprese a un normale cittadino che lavora, fatica e paga le sue imposte regolarmente e fino all’ultimo centesimo, si corre seriamente il rischio di sentirsi rispondere con un “non me ne frega niente”. Tenuto conto della complessità della materia e dell’apparente estraneità della questione rispetto alla propria condizione di vita, la reazione potrebbe sembrare giustificata. Ma non lo è. Anzi, sarebbe assai pericolosa e autolesionista, perché il benessere di qualsiasi salariato dipende in misura importante dall’efficacia e dall’equità dei sistemi fiscali. È una considerazione che le cittadine e i cittadini svizzeri dovrebbero tenere ben presente il prossimo 12 febbraio, quando saranno chiamati a votare sulla cosiddetta “Terza riforma dell’imposizione delle imprese” (Rie III), un pacchetto di regali miliardari per le grosse aziende e un boccone avvelenato per le lavoratrici e i lavoratori.

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23.11.16
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L'ultima edizione

23 Novembre 2016
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Ultime rubriche

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Quarta rivoluzione tecnologica
In tutti gli ambiti professionali il lavoro dell'uomo può essere svolto da computer capaci di ragionare. Ecco alcuni esempi

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Il futuro è vicino, si trova a Lodrino. Una ditta piemontese poco tempo fa ha ottenuto una licenza di costruzione per uno stabilimento dove si produrrà rubinetteria. Nei 10.000 metri cubi del capannone lavoreranno sei persone: tre amministrativi e tre operai che controlleranno le 16 linee robotizzate. Ma la vera novità è che le nuove tecnologie rimpiazzano non solo il lavoro manuale, ma anche quello intellettuale. Che ne sarà delle persone, del lavoro, dello Stato sociale come oggi lo conosciamo? Sono interrogativi urgenti che affrontiamo in questo articolo.

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23.11.16..
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Ticino
Il commercio internazionale dell'acciaio, le lotte di potere in Ucraina e gli effetti su società “ticinesi”

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Niente potrebbe essere più lontano. Lugano, con il suo lago, il clima quasi mediterraneo, e l’est dell’Ucraina, tutta acciaio e carbone, dove, nel Donbass, è in corso una guerra ormai dimenticata. Eppure un invisibile filo d’acciaio collega il Ceresio a queste terre ad est del fiume Dnipro. A unire le due regioni è il trading: parte dei prodotti siderurgici lavorati tra Donetsk e Dnipro è infatti venduta sui mercati internazionali tramite numerose società di commercio basate a Lugano. Negli ultimi anni i principali produttori ucraini e russi hanno aperto qui la loro antenna commerciale, trovando quel mix ideale tra buone condizioni quadro, savoir-faire (e credito) bancario e discrezione.

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23.11.16..
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Ticino
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In Ticino è nata una nuova professione: quella della badante. Con tanto di titolo, il famoso “pezzo di carta” e la settimana scorsa sono stati consegnati i primi 25 diplomi di “Collaboratrice familiare”. Un percorso formativo che, partito su spinta dal basso, è destinato a fare scuola in Svizzera. Una vittoria per questa categoria professionale che nonostante sia centrale nella presa a cura degli anziani, fino a poco tempo fa era relegata all’ombra della società e dei diritti del mondo del lavoro.

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23.11.16
Italia
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Basteranno l’assenza di un serio progetto alternativo al renzismo e la paura del “populismo” (l’effetto Trump, che ha colpito insospettabili come Santoro e Lerner) a salvare il sindaco d’Italia da una sconfitta storica? Il referendum sul destino della Costituzione è alle porte e le cose non si mettono bene per il premier che, dopo avere violentemente personalizzato lo scontro, rischia di trascinare nell’abisso il partito di cui è segretario e padrone: muoia Sansone con tutti i filistei.

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23.11.16
Il caso
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Immaginate di essere svegliati all’alba da una perquisizione e un interrogatorio nell’intimità di casa vostra. Rassicuratevi, nessun magistrato ha firmato un mandato perché siete sospettato di aver commesso un reato. Il problema, se si vuole, è che abitate in un edificio popolare. Questo fa sì che voi e tutti gli inquilini del palazzo siete potenzialmente soggetti a perquisizioni. È la nuova strategia della sicurezza a Lugano, che presto, assicurano le autorità competenti, sarà replicata in altre case. Magari anche la vostra.

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09.11.16
Elezioni Americane
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Gli scenari peggiori si sono avverati. L’America ha deciso di credere alle promesse vaghe e pericolose del più improbabile e pericoloso candidato della storia delle elezioni da questo lato dell’Atlantico. Con lui molti milioni di americani, anche diversi che avevano votato Obama. La rabbia contro Washington ha vinto su tutto. Ancora una volta: il presidente aveva guidato una rivolta contro il suo partito (e Hillary) e vinto. Poi il Tea Party nel 2010 e infine Bernie Sanders ci era andato a un passo. Gli americani vogliono il cambiamento e continuano a chiederlo a chiunque. Credendo a chiunque lo prometta. Qualsiasi questo sia.

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09.11.16
Razzismo istituzionale
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Per la prima volta in Svizzera un giudice si è occupato della controversa questione di un controllo di polizia su una persona di colore quale possibile violazione del divieto costituzionale di discriminazione razziale. Lunedì scorso il tribunale distrettuale di Zurigo ha respinto il ricorso del 42enne Mohamed Wa Baile contro la multa inflittagli per non aver mostrato un documento d’identità ai poliziotti che l’avevano fermato. La sua spiegazione, secondo cui verrebbe controllato solo a causa della sua pelle scura, per il Tribunale non sarebbe provata. Ma la vicenda non è affatto conclusa. Anche perché il giudice ha sostanzialmente condiviso la motivazione dell’imputato.

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09.11.16
Italia
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Urla da stadio: “Fuori, fuori”. Fuori Bersani, D’Alema, Speranza e tutti i gufi del No. L’uomo solo al comando ha tirato fuori il drappo rosso (il colore serve solo per la metafora) e i tori del Partito di Renzi (Pdr) si sono scatenati. I buttafuori salvano solo Cuperlo che si è prestato al tipico ruolo dell’ascaro (ascari erano i soldati eritrei mercenari che combattevano al fianco delle truppe d’occupazione italiane nell’Africa orientale), cofirmando con gli ufficiali renziani un documento di fumose promesse per la modifica della legge-truffa elettorale in cambio del Sì al referendum.

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09.11.16
Malaedilizia
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Pagati 10 euro l’ora invece dei 25 franchi obbligatori per legge. Solo per qualche tempo, i primi due mesi se andava bene. Poi la paga si limitava a qualche anticipo e, verso la fine, il nulla. A quel punto, il gioco si rompe e la catena dell’omertà si spezza. Cinque degli sfruttati decidono di sporgere denuncia contro lo sfruttatore. Nuovo caso di malaedilizia nel gesso denunciato da Unia.

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20.10.16
Confini
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Via tutti, prima i nostri. Se lo slogan è stato evidentemente a effetto nel canton Ticino, tanto da avere indotto il 58% dei votanti ad accogliere l’iniziativa, anche dall’altra parte del confine ha prodotto una reazione. Inversamente proporzionale. Che rischia di dividere e spaccare ulteriormente i confini. A spese dei salariati. «Il clima si sta facendo preoccupante, che la buona politica ritorni a fare il suo dovere contro il folclore prima che accada l’incidente». Del voto che ha fatto parlare tutta l’Europa si è parlato in un incontro transfrontaliero tenutosi a Verbania perché se l’attenzione sui frontalieri è sempre stata alta, «oggi ancora di più».


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20.10.16
La vignetta
© Corrado Mordasini 2016

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