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Aboliamo il calcio

di

Gianfranco Helbling
L'aveva sparata lì l'Udc, ora la proposta l'ha ripresa la Neue Zürcher Zeitung, giornale che si vuole serio e posato. "Abolire il Primo Maggio", dicono, perché a Zurigo finisce sempre in disordini e tumulti. Una proposta geniale, figlia di una logica ferrea. A noi le proposte geniali piacciono, e allora andiamo avanti sulla stessa logica ferrea: aboliamo le partite di calcio, che finiscono regolarmente in scontri fra tifosi e polizia, e cancelliamo dall'agenda i Campionati europei del 2008, che si svolgeranno in Svizzera e che, come ben sappiamo, sono ad alto rischio.
La Nzz nel suo commento è lapidaria: «Il corteo ufficiale da tempo non interessa più nessuno ed è degenerato in un preludio della triste messa in scena dei teppisti. Di entrambi non c'è più bisogno». Non c'è dubbio che il Primo Maggio a Zurigo da alcuni anni è problematico. E non si può accettare passivamente che famiglie con bambini o lavoratori anziani non ci vadano più perché hanno paura. Se n'è accorto anche il comitato organizzatore, che, dopo qualche ambiguità di troppo, da qualche edizione ha preso sempre più le distanze dai gruppetti autoproclamatisi avanguardie della rivoluzione che organizzano la manifestazione non autorizzata successiva al corteo ufficiale. Ma chiedere l'abolizione del Primo Maggio significa da un lato misconoscere volutamente la centralità e la rilevanza politica del lavoro, e in questo senso la proposta è tutt'altro che innocente, soprattutto se formulata a Zurigo. D'altro lato è stupido, perché vuol dire non capire che Zurigo paga il suo vanto, che è quello di essere una metropoli. Dove è eccitante riunirsi a sfondare vetrine e incendiare auto senza avere alcun retroterra politico e giungendo anche dalla Germania o dall'Austria a questo scopo: una scarica di adrenalina e via, come si farebbe dopo una qualsiasi partita di calcio, senza nemmeno sapere cosa sia un sindacato.
Un'altra parte del commento della Nzz merita una riflessione, quella in cui si osserva che il corteo del Primo Maggio da tempo non interesserebbe più nessuno. Non è vero, dato che quest'anno nella sola Zurigo vi hanno partecipato 7 mila persone, e che ovunque in Svizzera le centinaia di manifestazioni sono state ben frequentate. È vero però che ogni volta ci si aspetterebbe di più, soprattutto in questo periodo in cui il lavoro è pesantemente sotto tiro. Molto rimane dunque da fare per ricostruire un comune senso d'appartenenza. Si potrebbe cominciare col riportare in piazza, fra i cittadini e i lavoratori, i consiglieri federali socialisti. Che quest'anno sono rimasti incomprensibilmente lontani dal Primo Maggio. Quasi che non li riguardasse, o che gli desse fastidio. Poi non si meraviglino se ad ottobre qualche salariato in più sarà andato a votare Udc.

Pubblicato

Venerdì 4 Maggio 2007

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