Anno XXV - N°11 - 17 giugno 2022

L'editoriale
15.06.2022

di 

Claudio Carrer

Vogliamo lavorare meno per vivere meglio e non lavorare di più per ricevere meno. È il messaggio chiaro e inequivocabile risuonato in ogni angolo del paese in occasione della mobilitazione femminista e delle donne di questo martedì 14 giugno, data simbolo della lunga battaglia per la parità e anniversario degli storici scioperi del 1991 e del 2019 e che quest’anno coincide con l’avvio ufficiale della campagna contro la riforma AVS 21 decisa dal Parlamento e in votazione il 25 settembre prossimo. Una riforma ingiusta, antisociale e sessista e una votazione cruciale per le sorti dell’intero sistema pensionistico elvetico. È infatti evidente che un eventuale sì al previsto innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni, spianerebbe la strada a ulteriori prolungamenti della durata della vita lavorativa: fino a 67, 68 o addirittura 70 anni. E per tutti, uomini e donne. La destra ha già progetti in cantiere che vanno proprio in questa direzione.

Articoli

Femminismo
29.06.2022

di 

Alessia Manzi e Giacomo Sini

«Che età avrà la mia mamma? Visto com’è bella?» chiede Ciya, un vispo ragazzino mentre intreccia colorati braccialetti accovacciato su un letto, canticchiando una canzone. «Ho 28 anni e ho vissuto molte difficoltà» dice Zeynep da Gewer, nel nord del Kurdistan, che seduta a gambe incrociate versa del çay da una teiera argentata e fumante. «A quindici anni ho dovuto sposare un uomo vent’anni più grande di me che non mi lasciava uscire di casa», racconta la giovane poggiando su un tappeto rosso e blu una ciotola di caramelle. «Solo quando è nato Ciya ho scoperto come nascessero i bambini. Non avevo vestiti né per me, né per mio figlio, che picchiavo di continuo: lo avevo imparato dalle botte prese da mio marito. In fondo, anch’io ero una bambina». 

22.06.2022

di 

Mattia Lento

Un migrante con la valigia in procinto di salire su un treno, uno stagionale in una buia baracca, muratori alle prese con la costruzione della nuova stazione centrale di Zurigo, militanti di sinistra in corteo nelle strade di Berna. L’immaginario legato alla storia della migrazione novecentesca in Svizzera è fortemente dominato da figure maschili, eppure la ricerca storica degli ultimi anni ci dice che le donne emigrate in Svizzera, durante tutto il Novecento, sono state una parte importante e tutt’altro che passiva del movimento migratorio proveniente soprattutto dal sud dell’Europa. A livello numerico le donne sono state una componente non così minoritaria. Anzi, nel decennio compreso tra il 1945 e il 1955 esse sono state addirittura in maggioranza rispetto agli uomini. Queste donne non erano soltanto mogli al seguito dei propri mariti, ma spesso persone intraprendenti che espatriavano da sole in cerca di lavoro.

povertà
17.06.2022

di 

Raffaella Brignoni

Caccia ai miserabili! Vietato chiedere l’elemosina: un reato punibile pure con la detenzione. La storia della lotta alla mendicità in Svizzera è stantîa: seppur vecchia di secolicontinua imperterrita a perpetuarsi con Cantoni e Comuni – chi più, chi meno – che sfoggiano ordinanze per reprimere il fenomeno. Ora bisogna però fare i conti con una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che condanna le sanzioni sproporzionate che ledono la dignità umana di persone vulnerabili. E il Canton Vaud si trova ora a rivedere la sua legge sull’accattonaggio, perché... “fuorilegge”.

Parità
17.06.2022

di 

Veronica Galster

Anche quest’anno il 14 giugno migliaia di donne e uomini solidali si sono mobilitate/i in tutta la Svizzera per chiedere che finalmente si arrivi a una vera parità, sia a livello salariale che di lavoro non retribuito, e per opporsi con determinazione alla riforma Avs 21. Le donne si stanno già preparando a un nuovo grande sciopero nel 2023.

 

Rubriche

La mano invisibile
15.06.2022

di 

Silvano Toppi
Eurovisioni
15.06.2022

di 

Andreas Rieger
Affari nostri
15.06.2022

di 

Serena Tinari

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