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Il Piano Cantonale dell’alloggio (Pca) è stato presentato e inoltrato a Comuni, associazioni ed enti per le loro osservazioni. Come Asi riteniamo innanzitutto che il Pca sia da considerare uno strumento di lavoro da cui partire sulla base delle indicazioni, suggerimenti e critiche che verranno raccolte.


Secondo gli autori, la situazione del mercato dell’alloggio ad oggi non è critica, ma potrà diventarlo nei prossimi dieci anni. Le esperienze raccolte nei nostri uffici evidenziano già una realtà preoccupante, in particolar modo per chi è costretto a cercare un alloggio e deve orientare le proprie scelte verso ciò che il mercato offre. Il Pca inoltre evidenzia  alcuni punti critici: il calcolo del fabbisogno di alloggi a pigione accessibile e la distribuzione sul territorio cantonale.


Il fabbisogno stimato (circa 2.800 alloggi entro il 2025) non tiene conto che 4.800 appartamenti sussidiati perderanno l’aiuto dello Stato con un aumento considerevole della pigione, o peggio ancora ristrutturati, venduti, trasformati in Ppp, uffici, residenze secondarie. Rimarranno tali solo i mille alloggi di proprietà di Atisa. Altre cause a nostro avviso sottostimate, ad esempio la vetustà degli alloggi, l’aumento delle compravendita delle Ppp, le ipotizzabili ristrutturazioni concorrono a concludere che il fabbisogno di alloggi non può che essere superiore.


Anche la distribuzione sul territorio fa sorgere seri dubbi. Secondo il Pca il Luganese è la regione maggiormente colpita dal caro-alloggio e vedrebbe così aumentato di 2.050 unità il parco alloggi a pigione moderata. Altra sorte è riservata al Mendrisiotto che secondo lo studio ha una buona dotazione di alloggi sociali. Nella regione però l’alta percentuale di alloggi vetusti destinati prima o poi a essere ristrutturati con ovvi aumenti di pigione, è altissima, in una regione con caratteristiche economiche precarie.


Alptransit e le aggregazioni influenzeranno il mercato del Bellinzonese, che già ora si profila come regione d’accoglienza dei flussi migratori cantonali e questo crea un’accresciuta domanda e un rialzo degli affitti. Anche per il Locarnese si dovrà tener conto delle sue peculiarità per meglio definire il bisogno effettivo.
Cooperative ed enti senza scopo di lucro saranno gli artefici del raggiungimento degli obiettivi posti dal Pca, con qualche timore da parte nostra: l’esperienza dice che in Ticino questi enti non sono mai nati, non hanno mai investito e costruito. Forse è il caso di pensare alla costituzione di un ente cantonale che affianchi quelli istituzionali, investa nel settore e abbia una funzione trainante per altri investitori.

Pubblicato il

02.07.2015 10:52
Elena Fiscalini
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