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Due Leghe e due sinistre

di

Gianfranco Helbling
Le elezioni cantonali ticinesi sono state un terremoto, si è detto a caldo, pensando in particolare al dimezzamento della rappresentanza liberale in governo. Sì, forse. Ma in una linea di continuità. Come la perdita di un consigliere di Stato da parte del Ppd nel 1995 non ha cambiato nulla nella vita quotidiana dei ticinesi.
Nella vittoria leghista ci sono però alcuni segnali interessanti. Per essere schematici, non ha vinto la Lega di Giuliano Bignasca. Che domenica era contento, ma non euforico. Nel suo partito si stanno consolidando nuovi equilibri, che allontanano la Lega da Lugano (dove ha stravinto) e dalla sua politica luganocentrica. Il leventinese Norman Gobbi ha stracciato i luganesi Quadri e Bignasca. Significativo che in una Piazza Riforma tutt'altro che piena di militanti leghisti si sia levata in coro una "Montanara". È un'altra Lega, di un altro Ticino, più attenta alle regioni periferiche.
Questo non rende l'elezione di Gobbi, della cui carriera ricordiamo soprattutto le uscite razziste, un fatto positivo. Ma svela dei sommovimenti dentro la Lega che la stanno trasformando in un partito come gli altri, con correnti e divisioni. Come il Plr, per il quale il Ceneri è un discrimine politico oltre che geografico. A questo aggiungiamo che i due consiglieri di Stato leghisti sono ormai un contropotere forte alla presidenza a vita di Bignasca. Che oggi è più forte a Lugano, ma assai più debole sul piano cantonale. Un po' come l'ala liberale nel Plr. E non è solo una strana coincidenza.
Quanto alla sinistra, sarebbe facile (e consolatorio) spiegare la sconfitta del Ps con un travaso di voti ai Verdi. Il fatto è che molti elettori socialisti, specie quelli dei ceti popolari, non si sentono più rappresentati dal Ps. E non hanno votato ecologista. Non è solo una questione di linguaggio, di "far passare il messaggio". È una questione di sostanza, di scelte politiche, ma prima di tutto di attitudine. Il Ps appare preparato e coscienzioso, ma troppo lontano dai cittadini comuni. Non che i Verdi siano più vicini, ma intanto hanno superato il Ps su uno dei suoi terreni di battaglia prioritari: sono il primo partito ad avere una deputazione a maggioranza femminile in Gran Consiglio. Per la prima volta da quando è nato, il Ps ha un forte concorrente nella stessa area politica di riferimento. Potrebbe essere il pungolo che mancava per il rilancio della sua azione politica.

Pubblicato

Venerdì 15 Aprile 2011

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