Il Berlusca “bello e abbronzato”

Emulo di Gaston Lagaffe, il Cavaliere stavolta l'ha fatta fuori dal vaso (chiedo scusa per la metafora). La battuta dell'"abbronzato" pronunciata a Mosca da Silvio Berlusconi e riferita al neopresidente americano non è piaciuta a nessuno. Sarà anche cool il nuovo presidente Usa (così ha detto il Cav.), ma quell'"abbronzato" ha tutta l'aria di condensare un deplorevole pensiero razzista. E di fatto è una idiozia. (Tanto per giocare in casa, si veda il più che legittimo e stizzito editoriale di Matteo Caratti su "la Regione".)
Avviso ai naviganti, e cioè ai nostri leghisti (che – come si sa – hanno più di un'affinità elettiva con la cafoneria, la rozzezza, del personaggio). Evitate di emulare l'uomo di Arcore! Anche perché Berlusconi è uno che dovrebbe ingoiarsi la lingua affinché gli venga riconosciuta (ops!) una statura politica.
La dotazione di senso dello stato del Nostro, necessaria a svolgere il compito a cui lo ha chiamato l'elettorato, è pari al bagaglio culturale di una Valeria Marini. (La natura è sì generosa, ma generalmente equanime.)  
L'incontinenza (pardon) verbale di Silvio Berlusconi ha diffuso un puzzo (un afrore) insopportabile in tutto il mondo invadendo in un batter d'occhio le redazioni dei giornali. La Cnn l'ha messa in onda sul suo sito.
Vale per il Cavaliere di Arcore quello che disse l'on. Miglio, il primo e il più autorevole ideologo della Lega lombarda, di  Umberto Bossi: "L'Umberto è uno che ha la cultura del bar di Gemonio!" Io non so quanti bar ci siano ad Arcore: speriamo più d'uno.
Ad aggravare la gaffe del Cavaliere il commento del suo stesso autore che, al giornalista curioso, ha risposto con grande nonchalence che la sua era soltanto una carineria, e chi non l'ha capita "vada a fare…". Una carineria tira l'altra, ha scritto  Curzio Maltese, l'editorialista di Repubblica.
Ora, dire che a Berlusconi manca il senso delle stato è una offesa all'intelligenza. Perché rimpiangere la mancanza di senso dello stato del Cavaliere è come rimproverare a una gallina di non essere un'aquila. Berlusconi è una vera forza della natura. Facesse il giardiniere, gli morirebbero i fiori di plastica.
In realtà il Cavaliere era e rimane uno squallido baüscia che non ha dubbi sulla propria inadeguatezza, da cui la sua incorreggibilità e una nuova terrificante minaccia: "Mi sono rotto, e d'ora in avanti dirò tutto quello che penso". Che non è certo pensiero cristiano.
Una cosa è certa: se Obama fa sognare, Berlusconi fa piangere. Nel senso che, quanto a battute, avrebbe potuto fare meglio, no? Né mancano i bravi comici in Italia.
Ora, "se è vero che ogni linguaggio contiene gli elementi di una concezione del mondo e di una cultura" (Gramsci), lascio valutare al lettore il tipo e l'ampiezza della cultura dell'uomo di Arcore. A meno di passare una mano di cipria oltre che sul viso (Berlusconi è un grande conoscitore della materia), anche sulle parole.

Pubblicato il

14.11.2008 13:30
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