Il Vescovo, lo Stato e il buon senso

"L'impresa più ardua è far capire la differenza tra la danza del ventre e la tribal bellydance" leggo sulle pagine Lombardia del Corriere della Sera. Già. Ma ancora più arduo (se il parallelo non è irriverente) è difendere le nostre origini cristiane. Così mi viene da pensare dopo aver letto l'intervento di Giovanni Jelmini, presidente del Ppd cantonale, a proposito della tribolata visita del Vescovo di Lugano alle scuole medie di Tesserete.
Ora, capita che questa visita pastorale sia stata confinata dalla scuola nella pausa di mezzogiorno anziché nelle ore di lezione. Vergogna! Il Vescovo in mensa anziché in classe! Da qui una più che vivace lettura politica (e polemica) dell'avvenimento, dai toni spesso rancorosi, che va stipando le rubriche delle lettere al giornale.
Si potrà mettere Sua Eccellenza il Vescovo di Lugano in lista d'attesa – si chiede quella che viene definita opinione pubblica – dopo che la Sme di Tesserete è stata visitata da politici e rappresentanti di Unitas, Wwf, Acsi, Ata, Aids Ticino, Fondazioni Alice e Diamante e Società per la protezione degli animali? Come la mettiamo con il rispetto? Chi provoca e chi è provocato? Chi trama dietro le quinte? Avrà ragione Jelmini di accusare i liberi pensatori? I quali, sono sempre parole sue, avrebbero preso in ostaggio (se è consentito di dire) l'on Gendotti e il Decs tutto?
Come vedete le domande si moltiplicano ed è sempre più difficile dare delle risposte, altro che bellydance! A protestare contro il trattamento riservato al Vescovo di Lugano si sono espresse molte persone ("Povero Vescovo, e povero anche il cavallo, ah bè sì bè…"). Qui ci vuole il buonsenso, sostiene senza fanatismo Giovanni Jelmini dalle colonne del Cdt. Ci vuole un altro uso della ragione. Quanto al buonsenso, lasciamo correre: non esiste più da tempo; per la ragione invece, discutiamone. Un Vescovo fuori orario è forse meno Vescovo? Quante cose si fanno a scuola fuori orario! Se invece di essere un riempitivo le sue parole fossero un digestivo che differenza fa? Non era peggio quando la religione era un oppio?
Chi è il vero cristiano? Il vero cristiano è colui che non predica quello che fa finché non fa tutto quello che predica, dice il saggio. E perché non si potrebbe essere veri cristiani in una mensa? (Certo è un po' più complicato, ma perché dovrebbe essere impossibile?) Che bisogno c'è di essere seduti in classe? Non è forse andato lo stesso Vescovo Grampa alle Officine-mensa di Bellinzona? Forse gli mancheranno i pugni chiusi degli operai in sciopero (che lui vorrebbe aperti). Ma troverà pure un altro argomento per imporre l'attenzione, no? E pazienza se per una volta tra cuore e cervello vincerà lo stomaco. E poi, per chiuderla qui: ognuno di noi è tenuto a rispettare le leggi dello Stato. Pare che le visite pastorali siano regolamentate, da tempo, sostiene l'on. Gendotti. E allora? Allora basta adeguarsi, no? Il regolamento deve valere per tutti. D'altronde, a me hanno insegnato che è da sovversivi opporsi alle leggi dello Stato. 

Pubblicato il

04.04.2008 12:30
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