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Inciviltà nei dibattiti, la Rtsi s'interroghi

di

Gianfranco Helbling
Lunedì sera, nel corso dell’ultimo dibattito preelettorale alla Tsi, il presidente dell’Udc Gianfranco Soldati ha avuto l’ignobile bassezza di rammaricarsi che l’assassinio di Ponte Capriasca sia avvenuto con tre settimane di ritardo: perché altrimenti il risultato della votazione sull’iniziativa dell’Udc in materia di asilo (respinta di misura dal popolo) sarebbe stato ben diverso. È un’affermazione rivoltante, anche se ha il pregio di svelare di quante e quali strumentalizzazioni sia capace l’Udc. Fa però ancora più male constatare che a quella immonda affermazione nessuno in studio, né fra i politici, né fra i giornalisti, né fra i moderatori, abbia saputo o voluto indignarsi e reagire. A questo 12 anni di leghismo ci hanno portato: ad accettare serenamente che si speculi politicamente su uno dei più orribili assassini che il Ticino abbia mai visto. Questo episodio unito all’esplicita istigazione alla violenza pronunciata da Bignasca ai microfoni della Rsi nei confronti degli ecologisti dovrebbe però finalmente imporre una serena discussione sulle modalità di conduzione dei dibattiti politici alla Tsi che, come ha dimostrato sempre lunedì sera Rossano Bervini, premiano solo chi sbraita e chi la spara più grossa. Sarà che la Rtsi è specchio del paese, ma la bonaria e compiaciuta accettazione di comportamenti sempre più incivili nelle sue trasmissioni ha comunque contribuito, e in maniera determinante, a far scadere il livello del dibattito democratico: e questo in palese violazione della concessione, che non può che essere intesa se non come un obbligo di contribuire alla crescita civile del paese. Chissà mai perché i dibattiti anche molto infuocati di “Arena” alla tv svizzera tedesca sono sempre più chiari, strutturati, comprensibili e soprattutto civili. La colpa non può essere solo della differenza di cultura. Se la Rtsi prende sul serio il suo mandato è ora che ci rifletta davvero: altrimenti ha ragione Michele Fazioli, 16 ore di dibattiti televisivi preelettorali sono decisamente troppe. Anche per lui.

Pubblicato

Venerdì 4 Aprile 2003

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