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L'argine ora è più forte

di

Gianfranco Helbling
Le votazioni federali dello scorso fine settimana in Svizzera e in Ticino sono stati quattro bei ceffoni rifilati all'ultradestra. A livello federale l'Udc ha perso seccamente su tutti i tre oggetti che aveva sottoposto al popolo. Non solo: mai negli ultimi, anni anche quando l'Udc perdeva una votazione popolare, raccoglieva così pochi consensi. Anzi, fino a pochi mesi fa su temi quali la politica degli stranieri l'Udc era facilmente in grado di fare maggioranza anche con proposte altrettanto inaccettabili di quella sottoposta al voto domenica sulla procedura di naturalizzazione .
Un discorso analogo in Ticino lo si può fare per la chiara bocciatura dell'iniziativa fiscale leghista. La destra locale può dire fin che vuole che ha raccolto un importante numero di consensi – in realtà fino a poco tempo fa simili sgravi fiscali li avrebbe fatti passare o ci sarebbe arrivata molto più vicino (nel 2005 solo per un pelo lo stesso fronte non riuscì a buttare all'aria la manovra di risanamento delle finanze concordata dalla maggioranza dello schieramento politico). Oggi il vento sembra dunque essersi girato almeno un po'. Anche se è fuori luogo parlare di inversione di rotta: la maggioranza che ha respinto gli sgravi ha tutto tranne che una linea politica condivisa, e la sinistra in questa maggioranza è comunque minoritaria.
I risultati di domenica hanno anche una notevole rilevanza simbolica. Soprattutto a livello federale. Quanto pesantemente sia caduta l'Udc blocheriana lo si capisce dall'accelerazione della crisi interna al partito avvenuta dopo il 1° giugno: sempre più persone cominciano a capire che la linea politica imposta dall'ex consigliere federale Christoph Blocher non solo non è sempre condivisibile neppure per un membro dell'Udc, ma non è neppure più vincente.
Il 1° giugno era anche il primo banco di prova di fronte all'elettorato per quella fragile ma determinata coalizione che il 12 dicembre estromise Blocher dal governo. In questo senso il voto sul controprogetto all'iniziativa dell'Udc "per qualità ed economicità nell'assicurazione malattie" è particolarmente significativo. Non molto diversamente che le revisioni delle leggi sugli stranieri e sull'asilo accettate dal popolo nell'autunno del 2006, questo controprogetto di chiara matrice ideologica ultraliberista era stato fatto passare di forza e con una procedura molto discutibile durante la scorsa legislatura da quella destra soprattutto di matrice Udc e Plr che con Blocher in governo riteneva di avere ormai carta bianca, godendo anche del sostegno del popolo. Così non è più. Oggi il popolo dimostra di aver capito tutti i limiti del blocherismo e ha deciso di appoggiare con convinzione lo schieramento che ha deciso l'estromissione di Blocher dal governo.
Intendiamoci: anche qui non è un cambiamento di rotta, perché questo schieramento composto soprattutto di verdi, socialisti e democristiani una rotta non ce l'ha. È riuscito però ad alzare un argine contro Blocher e i suoi accoliti, un argine che ora, con il sostegno del popolo, è ancora più forte. Non è molto, ma è già qualcosa.

Pubblicato

Venerdì 6 Giugno 2008

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