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Immigrazione & dintorni

L’imbarazzo di un tifoso

di

Dino Nardi

Dagli immigrati italiani di prima generazione – quelli che hanno vissuto in Svizzera negli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso in cui imperversavano le ricorrenti iniziative referendarie contro gli stranieri, quando straniero era sinonimo di italiano – gli incontri diretti tra le nazionali di calcio di Italia e Svizzera erano attesi e vissuti come una “sfida all’Ok Corral” e grande era la goduria quando gli Azzurri vincevano contro i Rossocrociati e questo accadeva quasi sempre.

 

Poi gli anni passano, molti di quei giovani emigrati italiani si sono fatti una famiglia, rimanendo e invecchiando in questo paese (magari anche naturalizzandosi), diventando genitori e nonni di doppi cittadini italo-svizzeri. E oggi, rispetto a quei tempi andati, gli amanti di calcio o, meglio ancora, i tifosi di questo sport sono pure diventati fan della nazionale elvetica che, nel frattempo, non è più la cenerentola di un tempo bensì una squadra di calcio di tutto rispetto temuta dagli avversari di turno.

 

Una nazionale, quella rossocrociata, che da qualche anno è sempre più multietnica tanto che oggi è composta da giocatori di cui ben 19 hanno radici familiari in diverse parti del mondo ma, stranamente, non più in Italia come invece accadeva negli anni 90 del secolo scorso. Comunque, pur senza la presenza di giocatori di origine italiana, la comunità italiana (compreso il sottoscritto) è, sì, diventata tifosa della nazionale elvetica ma questo le sta creando, indubbiamente, grande imbarazzo quando la Svizzera gioca contro l’Italia come sta accadendo spesso ultimamente. Perché hai voglia di dire: che da cinquanta anni vivi in questo paese, che senti anche tuo pur non essendoti mai naturalizzato; che sei un doppio cittadino italo-svizzero; che sei nato in questo paese. Il sangue è sangue e il cosiddetto “richiamo della foresta” è comunque forte specie per un evento sportivo come quello calcistico (chi non ricorda quella scena memorabile del film “Pane e cioccolata” in cui l’immigrato italiano in Svizzera – impersonato mirabilmente da Nino Manfredi – che, fattosi persino biondo per rendere visiva la sua integrazione, entra in un bar in cui la tv trasmette l’incontro di calcio tra Svizzera e Italia e al gol degli Azzurri non riesce a trattenere un grido di gioia tra gli sguardi straniti degli altri avventori).

 

Da qui l’imbarazzo che ha creato a tutti noi italiani (mi ci metto anch’io), o di origine italiana, quando le due squadre si sono incontrate l’estate scorsa nel torneo europeo, poi vinto dalla nazionale italiana, e ancora nelle recenti qualificazioni per il campionato mondiale di calcio che si terrà l’anno prossimo in Qatar. Per fortuna che questi due ultimi incontri diretti tra Italia e Svizzera sono terminati in parità e la qualificazione (meritata) dei Rossocrociati è avvenuta a scapito della squadra azzurra unicamente a causa del suo successivo pareggio con l’Irlanda del Nord e la contemporanea vittoria della Svizzera contro la Bulgaria.

 

Per cui, da un lato, siamo certamente contenti per la qualificazione della Svizzera e, dall’altro, nutriamo la speranza che pure l’Italia possa ancora qualificarsi vincendo i playoff che si giocheranno a marzo del prossimo anno. Nel qual caso, nel Qatar, si potrebbe verificare che la sorte faccia trovare ancora una di fronte all’altra le due nazionali... magari in finale e allora in questo caso saremmo tutti imbarazzati ma felici!

Pubblicato

Giovedì 2 Dicembre 2021

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