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Eguaglianza

Le prime femministe italiane

Il documentario Libere (2017) riporta alla luce la storia delle donne impegnate durante la Resistenza italiana

di

Mattia Lento

«Si faceva l’amore, molto; si parla di combattenti e delle combattenti come fossero asessuati. Il movimento femminista diceva di aver scoperto tutto. Invece qualche esperienza la si era fatta, c’era un discorso di occasioni». A parlare così è una delle partigiane italiane protagoniste del documentario Libere della regista Rossella Schillaci. In questo film, uscito nelle sale nel 2017, voci di donne, tutte partigiane, raccontano l’esperienza della Resistenza dal punto di vista femminile e le lotte condotte in parallelo per affermare la parità di genere. Per le donne partigiane la lotta per Liberazione era anche la lotta per la liberazione della donna.

 

Quella che emerge dal documentario è un’immagine inedita della donna resistente: non tanto “mamma” o semplice “staffetta” a servizio dei partigiani, ma protagonista tout court del processo di democratizzazione nato dalla Resistenza. Il documentario dimostra prima di tutto che le donne sono state anche combattenti e hanno svolto un ruolo fondamentale nel destabilizzare, non solo per mezzo delle armi, le autorità nazifasciste della Repubblica di Salò e nel creare consenso attorno alle forze della Resistenza.


Le partigiane non erano soltanto donne della borghesia illuminata, ma provenivano anche dal mondo delle fabbriche. Erano operaie che già durante la Seconda guerra mondiale rivendicavano la parità salariale tra uomo e donna e reclamavano maggiori diritti di partecipazione politica e sindacale. Parità salariale tra uomo e donna che sarà inscritta nella Costituzione italiana del 1948 nata proprio dall’esperienza resistenziale.

 

Lavoro d’archivio

 

Sono state 70.000, secondo le fonti storiche citate nel film, le donne che hanno partecipato alla Resistenza. La regista Rossella Schillaci è andata a scovare in archivi privati di famiglia e nell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, le voci di alcune delle protagoniste di quella stagione. Alcuni nomi: Ada Prospero Marchesini Gobetti, Bianca Guidetti Serra, Giuliana Gadola Beltrami, Joyce Lusse, Anna Cherchi. In tutto sono una dozzina e analizzano a ritroso un’esperienza che le ha cambiate nel profondo. A fare da sfondo a questi racconti sono immagini straordinarie, fotografie e immagini in movimento, che arricchiscono il racconto orale senza mai risultare didascaliche. Ci sono immagini di guerra, di città bombardate, immagini della Liberazione. Le più straordinarie sono quelle che ritraggono donne e uomini insieme in montagna durante le pause tra un combattimento e l’altro. La stessa ricerca d’archivio è messa in scena dalla regista che ci mostra il suo lavoro sulle fonti. A portare a Zurigo questo documentario è stata Alessandra Cesari, lavoratrice nel ramo della ristorazione e militante Unia, formatasi in Italia proprio nell’ambito del documentario e della sua divulgazione, che non è nuova a questo tipo di operazioni di valorizzazione del patrimonio cinematografico italiano, in particolare di quello emiliano-romagnolo, regione molto prolifica dal punto di vista cinematografico. A lei abbiamo chiesto il perché di questa scelta: «Rossella Schillaci è una regista che amo molto. In questo documentario raccoglie il meglio del materiale d’archivio resistenziale e, inoltre, ci restituisce una lettura insolita della Resistenza e dell’immediato dopoguerra. Un momento storico in cui c’è stato un processo di forte emancipazione delle donne, a cui ha però fatto seguito, purtroppo, un periodo di restaurazione che ha costretto le donne di nuovo nel ruolo di mogli e madri subordinate alla volontà maschile».

 

La storia raccontata da Libere non ha in effetti un lieto fine: dopo il 25 aprile 1945 buona parte dell’apparato fascista tornerà ai propri posti e le donne saranno di nuovo riportate all’ordine. Così Alessandra Cesari: «Questo documentario, oltretutto, mi sembrava anche perfetto per raccontare la situazione italiana degli ultimi anni in cui vediamo giorno dopo giorno la messa in discussione di diritti che sembravano ormai acquisiti. Una situazione che potrebbe ulteriormente peggiorare con l’arrivo della destra al governo».  

 

La proiezione

 

Libere di Rossella Schillaci sarà proiettato il 23 Settembre 2022 alle ore 19.30 presso il Liceo Artistico di Zurigo, Parkring 30 - 8027. La proiezione gratuita è organizzata da La Fabbrica di Zurigo e dal Comitato XXV aprile. Al film seguirà un dibattito sul tema con Alessandra Cesari, curatrice della serata (La Fabbrica di Zurigo) e Salvatore Di Concilio (Presidente Comitato XXV aprile).

Pubblicato

Mercoledì 21 Settembre 2022

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