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Liberismo, un pericolo sul lavoro

di

Gianfranco Helbling
L’ideologia liberista si fa strada sempre più anche nella quotidianità spicciola. Così la presunta necessità di alleggerire le Piccole e medie imprese (Pmi) da un carico di lavoro amministrativo ritenuto eccessivo è sempre più usata come pretesto per smantellare diverse norme a tutela dei lavoratori. Ora si mira direttamente alla sicurezza sul posto di lavoro. Lo dimostrano due casi: la richiesta dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam) e del Forum Pmi di rivedere al ribasso le garanzie a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori offerte dalla Direttiva Mssl e quella della Società svizzera impresari costruttori (Ssic) di riconsiderare le norme che regolano l’abilitazione alla guida di gru da cantiere. La Direttiva concernente l’appello ai medici del lavoro e agli altri specialisti della sicurezza sul lavoro (nota come Direttiva Mssl) prevede un controllo sistematico della sicurezza nelle imprese e regola il ricorso a specialisti della sicurezza sul lavoro in caso di pericoli particolari (cfr. riquadrato accanto). Essa è stata emanata dalla Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (Cfsl). Ora è stata presa di mira dal Forum Pmi (cfr. riquadrato sotto), una commissione consultiva nominata dal Consiglio federale e finanziata dal Seco che ha il compito di valutare la compatibilità con le esigenze delle Piccole e medie imprese (Pmi) di ogni atto legislativo che le riguarda. Lo scopo per cui è stata costituito il Forum Pmi è proprio la riduzione degli ostacoli all’attività delle Pmi. Così il Forum Pmi ha chiesto nell’aprile del 2005 una revisione della Direttiva Mssl, sostenendo che è inefficace e che crea un carico di lavoro amministrativo eccessivo. Alla richiesta del Forum Pmi s’è associato a metà gennaio il Consiglio federale nel quadro delle misure di alleggerimento degli oneri amministrativi che gravano sulle Pmi. La Cfsl ha dunque dovuto tornare ad occuparsi dell’intera direttiva Mssl, a partire dalle richieste formulate dal Forum Pmi. Si tratta in sostanza di una riduzione del campo d’applicazione della Direttiva. Se le richieste del Forum Pmi venissero accolte, oltre l’80 per cento delle Pmi sarebbe del tutto o in gran parte liberata dall’obbligo di applicare sistematicamente le prescrizioni in materia di sicurezza e di protezione della salute sul posto di lavoro. «Sarebbe molto pericoloso se una revisione della Direttiva Mssl si facesse nel senso di quanto indicato dal Forum Pmi», dice ad area Dario Mordasini, incaricato del dossier sicurezza alla centrale del sindacato Unia, «perché essa è stata la base di molti progressi che si sono compiuti negli ultimi dieci anni nel campo della sicurezza sul lavoro». Situazione analoga per quanto concerne la formazione dei gruisti. Attualmente c’è l’obbligo di sostenere un esame di capacità per tutti i gruisti, obbligo sancito da un’ordinanza. La Ssic vorrebbe invece differenziare la formazione dei gruisti a dipendenza del tipo di cantiere in cui operano. In sostanza si chiede una formazione ridotta e svolta all’interno dell’azienda per chi lavora su cantieri piccoli. Così facendo la Ssic vorrebbe responsabilizzare maggiormente le piccole imprese edili, col rischio però, denuncia il sindacato, che ad andarci di mezzo sia la sicurezza dei lavoratori. «Da un’analisi degli infortuni avvenuti con l’uso di gru condotta nel 2005 dalla Suva risulta che non c’è nessuna differenza di rischi fra piccoli e grandi cantieri, per cui la distinzione voluta dalla Ssic non è legittima», rileva Mordasini, «per questo noi siamo dell’idea che si debba mantenere lo status quo». In una riunione fra rappresentanti di Ssic, Suva, sindacati e Ufficio federale della salute sembrava ci si fosse messi d’accordo su una posizione molto vicina a quella di sindacato e Suva, ma poi la Ssic ha comunicato di interpretare in modo diverso questo risultato. L’esito della vertenza è ancora aperto. D’altra parte per le stesse ragioni sempre la Ssic si oppone a nuove norme a protezione dei lavoratori dall’ozono. Morale della favola? «Oggi come oggi c’è tutta una serie di forze che politicamente sono legate fra di loro e che spingono nella stessa direzione: citerei almeno Forum Pmi, l’Usam e la Ssic», risponde Mordasini, che precisa: «l’obiettivo politico è avere sempre meno barriere legali a tutela dei lavoratori. È un obiettivo condiviso da numerosi datori di lavoro, gruppi d’interesse e ambienti politici legati o vicini all’Udc. Le motivazioni sono spesso due. Da un lato che si pretenderebbe troppo dalle piccole e medie imprese, che non ce la farebbero a reggere il carico di lavoro burocratico che si impone loro. D’altro lato che si devono avere norme meno rigide, cosa che aumenterebbe la responsabilità del datore di lavoro. Noi invece siamo convinti che nel contesto attuale di precarizzazione del mondo del lavoro questo ha come effetto un pericolosissimo laissez faire».

Pubblicato

Venerdì 24 Febbraio 2006

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