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Non ci ascoltano

di

Giuseppe Bill Arigoni
All'inizio degli anni 90, il Gran consiglio ticinese si era chinato sul problema delle disdette-vendita e disdette-ristrutturazione, votando un decreto che aiutasse gli inquilini a contestare la disdetta data per questi motivi. Anche se il decreto è poi risultato di difficile applicazione ha dimostrato, in tutti i casi, che i politici si sono interessati alla situazione molto problematica degli inquilini.
Sono passati 19 anni e non possiamo dire che gli inquilini si trovino meglio degli anni 90. Come abbiamo già scritto molte volte, le pigioni hanno raggiunto prezzi molto importanti per le finanze degli inquilini; se si sommano gli importi che gli inquilini devono versare per le spese accessorie, si creano situazioni finanziarie molto difficili. I locatori, negli anni, si sono assicurati un reddito che non tiene più in considerazione quanto stabilisce la legge, aumentando i canoni di locazione ad ogni cambio di inquilino anche senza aver fatto nessun intervento di miglioria nell'ente locato.
In un recente articolo apparso su La borsa della spesa l'economista Silvano Toppi (non membro dell'Associazione svizzera degli inquilini, Asi) fa delle considerazioni sulla situazione dei rapporti tra locatori ed inquilini a proposito anche dell'aumento delle pigioni e scrive: «Secondo la regola in vigore le pigioni salgono ogni volta che i tassi ipotecari salgono. Potrebbe sembrare ovvio. C'è però un però. Quando i tassi ipotecari scendono, le pigioni non diminuiscono mai, nel migliore dei casi rimangono ferme. Questo meccanismo perverso fa perdere miliardi di franchi agli inquilini». Cita quindi uno studio che dimostra  che tra il 1993 e il 1999 gli inquilini hanno perso 14 miliardi.
E i politici cosa fanno per aiutare gli inquilini specialmente in un cantone come il Ticino con un  reddito procapite basso? Quasi niente. Anche nel pacchetto anti crisi non sono previsti aiuti importanti in favore degli inquilini (oltre il 65 per cento della popolazione). Si propone unicamente di prolungare i sussidi all'alloggio  (vengono coinvolte alcune centinaia di famiglie) e di dare degli sgravi fiscali ai locatori che risanano energeticamente i loro stabili. I locatori in un secondo tempo potranno aumentare i canoni di locazione per migliorie. Gli inquilini vedranno le loro tasse usate per risanare gli stabili  e poi pagheranno l'aumento della pigione: fregati due volte.
Come facciamo a farci sentire dai politici che sono sordi ai problemi degli inquilini?  O inviando messaggi al Gran consiglio o ai propri politici di riferimento o per esempio non pagando il canone di locazione di luglio in anticipo ma al 10 del mese di luglio. Potrebbe essere una buona protesta collettiva.

Pubblicato

Venerdì 5 Giugno 2009

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