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Nuove strategie s'impongono

di

Ludovica Domenichelli

Amnesty International ha appena pubblicato il suo rapporto annuale, un’analisi complessiva della situazione dei diritti umani riscontrata nel 2014 in 160 paesi, tra cui la Svizzera.
L’organizzazione si è detta particolarmente preoccupata dal crescente potere dei gruppi armati non statali, come Boko Haram, al-Shabaab, o il sedicente Stato islamico. Soltanto nel 2014 questi gruppi hanno commesso abusi dei diritti umani in almeno 35 paesi, oltre un quinto di quelli su cui Amnesty International ha svolto ricerche. Una situazione drammatica che costringe un numero crescente di civili a vivere sottoposti ad abusi e persecuzioni. Per far fronte alla mutata natura dei conflitti, AI chiede ai leader mondiali di agire con urgenza per proteggere i civili dall’orribile violenza degli Stati e dei gruppi armati.


Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non è stato in grado di risolvere i conflitti a Gaza, in Iraq, in Israele, in Siria e in Ucraina, anche quando gli Stati o i gruppi armati si sono macchiati di crimini atroci contro i civili. Per fornire una risposta efficace a queste crisi, Amnesty sollecita i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza a rinunciare al loro diritto di veto nei casi di genocidio e altre atrocità di massa. Così facendo, offrirebbero alle Nazioni Unite un più ampio margine d’azione per tutelare i civili in caso di gravi rischi per la loro vita e invierebbero un segnale forte ai criminali di guerra: la comunità internazionale non permetterà loro di commettere altre barbarie nella totale impunità.


Per rispondere alle minacce contro la sicurezza, gli Stati rischiano inoltre di adottare misure contrarie alla libertà di espressione, attraverso draconiane leggi antiterrorismo che mettono in pericolo i diritti fondamentali. Sappiamo tutti che le reazioni impulsive non portano a nulla, se non a creare un clima repressivo nel quale l’estremismo trova terreno fertile.


Un’altra tragica conseguenza del fallimento della comunità internazionale nella protezione dei civili martoriati dai conflitti è una delle crisi di rifugiati peggiori che il mondo abbia mai conosciuto, con milioni e milioni di persone in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni. Una crisi che può solo peggiorare se i paesi più ricchi non agiranno con urgenza. l leader mondiali hanno il potere di alleviare la sofferenza di milioni di persone che fuggono dalle bombe.
Anche la Svizzera ha delle pecche per quanto riguarda il trattamento dei richiedenti l’asilo. Nel suo rapporto, Amnesty International punta il dito sulle violazioni del principio di non-refoulement e sull’uso sproporzionato della forza.

Pubblicato

Mercoledì 4 Marzo 2015

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