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Si torna subito al lavoro

di

Gianfranco Helbling
Non è stato certamente un bel fine settimana di votazioni per la sinistra quello appena trascorso. Affossata con oltre il 58 per cento di no l'iniziativa popolare Cosa, lanciata da ambienti vicini al Partito socialista svizzero e sostenuta da tutti i partiti di sinistra e dai sindacati, sono state letteralmente plebiscitate la revisione della Legge sull'asilo e la nuova Legge sugli stranieri: 68 per cento di sì contro 32 per cento di no. In Ticino l'esito è stato assai simile al dato nazionale: 67 per cento di favorevoli contro 33 per cento di contrari. Se era ingenuo aspettarsi che dalle urne uscisse un doppio no alle due leggi volute dal consigliere federale Christoph Blocher e dall'Udc, era tuttavia lecito aspettarsi un risultato migliore. Lo choc è così forte che il partito dei Verdi, che ha già pronta nel cassetto un'iniziativa popolare volta a cancellare le aberrazioni delle due leggi, esita ora molto a lanciarla (ne discuterà il comitato direttore del partito a metà ottobre). Che fare dunque? Ne abbiamo parlato con Vania Alleva, responsabile del settore migrazioni del sindacato Unia.

Vania Alleva, la sconfitta, anche se prevedibile, brucia.

Sì, il risultato era prevedibile. I vincitori non hanno vinto per quello che sta scritto nelle leggi, perché sono delle brutte leggi, ma per ciò che hanno promesso in campagna elettorale. Ora dobbiamo riprenderci al più presto. Si tratta di vigilare sull'applicazione delle leggi, in particolare sul mantenimento delle promesse fatte. Il fronte del sì ad esempio ha posto l'accento sull'aspetto dell'integrazione, che in realtà con la nuova Legge sugli stranieri va poco oltre quel che già oggi c'è: bene, aspettiamo che le promesse siano ora seguite da fatti concreti, compresi i mezzi necessari ad una vera politica d'integrazione. O, malgrado i termini molto stretti per ottenere il ricongiungimento famigliare, il fronte del sì ha sempre detto che questo verrà comunque facilitato: ora vogliamo che certi ostacoli (relativi al salario e all'abitazione) siano eliminati. Per quel che concerne l'asilo si è promesso che chi è veramente perseguitato potrà sempre deporre la domanda d'asilo: e qui si dovrà vigilare molto attentamente per verificare che ciò accada realmente.

Il risultato della votazione è comunque deludente: il 40 per cento di no era un obiettivo realizzabile, non crede?

Quello sarebbe stato un bel risultato, che effettivamente la coalizione molto ampia che avevamo costituito poteva permetterci di raggiungere. La campagna è stata bella e ha coalizzato organizzazioni e gruppi molto diversi. Questo ci ha fatto sperare in un risultato migliore. Il problema è che la discussione sugli abusi portata avanti dall'Udc ha fatto presa e ha tolto lo spazio ad un vero dibattito: perché è un argomento emotivo. D'altro canto un lato positivo c'è: paragonando i risultati delle votazioni su asilo e stranieri dal 1987 ad oggi (cfr. tabella in alto, ndr) si vede una sostanziale tenuta percentuale del fronte contrario a Blocher. Malgrado 20 anni di martellante propaganda Udc la situazione non è quindi peggiorata.

Vigilare come dite sarà un compito difficile. Il giorno stesso del voto Christoph Blocher ha detto di aspettarsi un'applicazione senza falle delle due leggi da parte delle autorità federali e cantonali e dei tribunali.

Questo effettivamente è molto preoccupante, è un vero e proprio diktat. Ma è soltanto l'ultimo episodio. L'atteggiamento di Blocher durante tutta la campagna infatti è stato terrificante. È inaudito che un ministro della giustizia si permetta di diffamare i suoi avversari politici senza vergognarsi e senza che questo susciti la men che minima reazione. Ed è inaudito che alimenti come ha fatto la xenofobia con i suoi discorsi, rifiutandosi nel contempo di partecipare a dibattiti contraddittori ma facendo lui stesso soltanto pura propaganda, e obbligando anche l'Ufficio federale delle migrazioni a fare propaganda. Blocher ha abusato del suo ruolo in maniera strepitosa.

Blocher e l'Udc però in questa votazione non erano soli…

Il Plr e il Ppd erano convinti che accettando le due leggi si sarebbe poi tolto questo argomento politico dall'agenda dell'Udc. Ma hanno chiaramente sbagliato calcoli. Già domenica sera il presidente dell'Udc Ueli Maurer ha detto che ora il lavoro deve continuare con la politica migratoria, con le naturalizzazioni, con la problematica dell'Islam, con le violenze nelle scuole ecc… L'Udc continuerà dunque ad alimentare la xenofobia senza proporre soluzioni vere ai reali problemi che esistono.

La campagna per il no ha permesso di coalizzare forze politiche e sociali che normalmente stanno su fronti anche assai lontani. Come sarà possibile proseguire in futuro questa collaborazione?

Proseguire il lavoro è un obiettivo che ci siamo posti già dalle ultime settimane, quando era chiaro che risultato si andava delineando. Si tratta di valorizzare la forza di questo movimento per cercare di vigilare e migliorare alcuni aspetti delle due leggi nella loro applicazione. In questo senso già ci stiamo muovendo. Non sarà un compito semplice, ma dipenderà molto dagli obiettivi che ci si porrà: più saranno concreti, più sarà possibile continuare a mantenere in vita questa coalizione.

Un primo passo concreto quale potrebbe essere?

Nei prossimi mesi dobbiamo assolutamente puntare sulla regolarizzazione dei sans papiers. Durante la campagna tutte le persone coinvolte, Blocher in testa, hanno riconosciuto che è un problema reale. Ci sono almeno 100 mila persone per le quali dobbiamo rivendicare la regolarizzazione, e questa deve intervenire prima che la nuova Legge sugli stranieri entri in vigore.

Al momento del lancio del referendum anche in Unia ci furono molte riserve: c'era chi temeva che un risultato fortemente negativo peggiorasse ulteriormente le cose. A conti fatti ne è valsa la pena?

In ogni caso. Anche se è stato un brutto risultato. Era importante dare la possibilità ad un terzo degli elettori di esprimere il loro dissenso. E ne è valsa la pena perché si è riusciti a mobilitare tantissimo, anche se non se n'è avuto un riscontro diretto nel voto. Infine era importante dare un segnale ai nostri colleghi e compagni migranti. E anche chi era molto critico poi s'è ricreduto vedendo la larga alleanza che questa votazione ha permesso di creare.

Pubblicato

Venerdì 29 Settembre 2006

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