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Tutti uguali in fondo alla scala

di

Gianfranco Helbling
È quasi pronta per essere lanciata, l'iniziativa popolare per un salario minimo a livello federale. Essa lo fissa a 22 franchi all'ora. Il 17 maggio ne discuterà l'Assemblea dei delegati dell'Unione sindacale svizzera (Uss). Poi, se non ci saranno altri referendum sul tappeto, comincerà la raccolta delle firme.

Da quando il Congresso di Unia nell'ottobre del 2008 ha votato il principio del lancio di un'iniziativa popolare federale per un salario minimo l'idea ha già percorso un discreto cammino. Ora l'Unione sindacale svizzera (Uss) propone il testo di un'iniziativa popolare per modificare la Costituzione federale (cfr. riquadrato), introducendo il principio di un salario minimo legale di 22 franchi (4 mila franchi al mese per 42 ore di lavoro settimanali). E il Partito socialista svizzero (Pss) ha già detto di aderire senza riserve alla proposta sindacale. Intanto è in corso la raccolta delle firme per l'iniziativa "1:12" lanciata dalla Gioventù socialista in accordo con Uss e Pss: essa mira a contenere la forbice salariale fra bassi e alti salari in una stessa azienda entro un differenziale massimo di 12.
«È stato necessario maturare una profonda riflessione, perché le implicazioni di una simile iniziativa sono tante», spiega Vania Alleva, membro della direzione nazionale di Unia, che ha partecipato ai lavori di preparazione del testo dell'iniziativa. Già la definizione del salario minimo ha posto i suoi problemi. «In un primo tempo pensavamo di definirlo come il 66 per cento del salario mediano, ma poi ci siamo resi conto che il salario mediano è condizionato da troppe variabili, e quindi non avrebbe dato un chiaro punto di riferimento», spiega Alleva. Si è preferito così fissare la cifra di 22 franchi all'ora, che corrispondono oggi al 66 per cento del salario mediano, livello sotto il quale per l'Ocse cominciano i bassi salari. Un salario che verrà indicizzato tenendo conto dell'evoluzione dei salari e dei prezzi, ma in misura almeno pari all'evoluzione dell'indice Avs: «in questo modo garantiamo comunque un'evoluzione del salario minimo», commenta Alleva.
Con questo testo l'Uss intende però anche rafforzare i contratti collettivi e il partenariato sociale. Il salario minimo legale diventa effettivo infatti soltanto se per convenzione fra le parti sociali non ne viene fissato uno superiore. Inoltre l'indicizzazione del salario minimo avviene in un sistema tripartito. «Per noi questo è molto importante perché ci dà la possibilità di discutere politicamente di salari», osserva Alleva, che aggiunge: «d'altro canto vogliamo approfittare di questa iniziativa per fissare nella Costituzione federale i concetti di contratto collettivo e di partenariato sociale. Perché se è vero che tutti ne hanno riconosciuto l'importanza con gli Accordi bilaterali, è altrettanto vero che essi nella Costituzione sono troppo poco sviluppati».
Durante i lavori preparatori è stata accantonata l'idea di introdurre dei salari minimi differenziati per regioni. Una soluzione che avrebbe cementato il sistema delle gabbie salariali, con regioni (come il Ticino e il Giura) dove ancora vigono salari vergognosamente bassi rispetto al resto del Paese. Per queste regioni quindi l'iniziativa rappresenta una grossa opportunità per far crescere in misura importante i salari più bassi. Alleva osserva che l'obiettivo è di arrivare ad un salario degno per tutti, un salario per il quale valga la pena di lavorare: «per questo non ha senso che ci mettiamo a fare il dumping salariale da un cantone all'altro». Ai cantoni con salari più alti (come Ginevra) l'iniziativa dell'Uss lascia comunque la facoltà di fissare dei supplementi al salario minimo. «Su questo argomento la discussione è stata lunga, e penso che tornerà anche all'Assemblea dei delegati. Infatti c'è chi vorrebbe non autorizzare, ma obbligare certi cantoni a decretare dei supplementi al salario minimo. Ma una norma imperativa potrebbe causare molte difficoltà nella campagna in vista del voto, aprendo ad esempio la strada a ipotesi di sconti sul salario minimo in cantoni come il Ticino. Ed è una discussione che vogliamo evitare».
Alleva è convinta che l'introduzione di un salario minimo di 4 mila franchi al mese non porterà ad una pressione al ribasso per i salari di poco superiori: «tutte le esperienze fatte finora con salari minimi fissati per legge dimostrano che questo non è mai accaduto. C'era la stessa paura alla fine degli anni '90, quando lanciammo la campagna per salari minimi di almeno 3 mila franchi, e si rivelò una paura infondata». I tempi del lancio dell'iniziativa dipenderanno ora da come terminerà il dibattito parlamentare sull'undicesima revisione dell'Avs. Se il movimento sindacale non dovrà impugnare il referendum contro quest'ultima, l'iniziativa potrà essere lanciata già dopo l'estate, altrimenti si dovrebbe aspettare la fine dell'anno. Per Alleva è chiaro: «La discussione sulla distribuzione della ricchezza sociale costituisce il tema centrale degli anni a venire. I salari ne saranno un punto centrale. Con l'iniziativa per un salario minimo legale avremo la possibilità di intervenire insieme ai  diversi movimenti sociali in modo ampio, attivo e trasversale rendendo la discussione sui salari una questione di ampio respiro sociale».

Mai più sotto i 22 franchi all'ora

Il progetto di un'iniziativa popolare per dei salari minimi legali dell'Unione sindacale svizzera (Uss) prevede un nuovo art. 110a nella Costituzione federale dal titolo "Protezione dei salari". Esso stabilisce che:
•    Confederazione e cantoni adottano misure per proteggere i salari;
•    a questo scopo incoraggiano l'adozione di minimi salariali nei Contratti collettivi;
•    la Confederazione emana un salario minimo legale obbligatorio di 22 franchi all'ora, regolarmente indicizzato, che vale per tutti i lavoratori (deroghe sono possibili per rapporti di lavoro particolari, come nel tirocinio e in altre occupazioni che sono parte di una formazione);
•    i Cantoni possono stabilire dei supplementi obbligatori al salario minimo federale.

Pubblicato

Venerdì 7 Maggio 2010

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