< Ritorna

Stampa

 

Una chiara volontà politica

di

Gianfranco Helbling
Poco meno di due anni fa, nel commentare i primi dati certi del fiscogate ticinese, avevamo ancora il dubbio se Marina Masoni avesse lasciato deperire per volontà o per negligenza la Divisione delle Contribuzioni. Oggi, dopo il disastro del nevegate, la risposta può essere una sola: aver negato le necessarie risorse (in primo luogo umane) ad alcuni dei servizi centrali nella gestione delle finanze dello Stato (il fisco, l'erogazione di sussidi per il promovimento economico) è stato conseguenza di una chiara e precisa volontà politica. Marina Masoni per 12 anni ha coerentemente applicato con rara determinazione la sua politica del meno Stato e questo, com'era facile prevederlo, ha permesso a quei poteri forti che Masoni in governo ce l'hanno mandata, di farsi i loro affari. Poteri forti che, infatti, hanno ben saputo trarre profitto dalla situazione: basti pensare all'attitudine da padre-padrone di un Giovanni Frapolli, ma anche a quelle forti pressioni giunte sui funzionari del Dfe che ne dovevano valutare le richieste di sussidio e che si sentivano indifesi di fronte a certi baroni ticinesi degli affari e della politica. Così gli azionisti del grande circo masoniano incassavano i loro dividendi: chi dichiarando indisturbato un po' meno d'imposte, chi seminando monti e valli di leggiadre seggiovie.
A maggior ragione lascia oggi perplessi l'atteggiamento fra il passivo e il sottomesso tenuto nelle tre passate legislature dalla maggioranza borghese del governo. Tanto più che i rischi connessi allo strapotere di Masoni e del suo clan erano prevedibili e sono stati anche ampiamente previsti: come quelli legati all'inopportunità della presidenza di Ticino Turismo da parte di Masoni stessa, una carica occupata ad interim per quasi un decennio allo scopo da un lato di divertire i ticinesi con la spassosa direzione di Giuseppe Stinca, dall'altro di gestire clientele senza troppi intralci. Aver lasciato campo libero all'ex direttrice del Dfe è stato un errore politico gravissimo: perché un direttore di Dipartimento non può non interessarsi anche di quanto succede nel motore della macchina-Stato, il Dfe – a meno che non sia disposto ad accettarne supinamente le politiche. Cosa che è poi puntualmente successa: mentre da un lato il fisco regalava milioni ai ricchi e i soliti amici ricevevano piogge di sussidi, dall'altro si arrivava a risparmiare sugli stipendi del personale di pulizia – era questo il masonismo, sempre approvato dalla maggioranza di governo e parlamento e rigorosamente applicato, tranne quando la sinistra riusciva a vincere qualche referendum.
Ma il peggio è che siamo appena all'inizio. Perché i guasti di questa politica scriteriata di progressiva erosione della forza e del ruolo dello Stato si manifestano soltanto ora in tutta la loro evidenza. In particolare nei conti dello Stato, come bene illustra l'analisi di Pietro Martinelli (cfr. pag. 8): siamo in un periodo di buona congiuntura, eppure il Ticino non solo non è in grado di mettere fieno in cascina, ma fatica addirittura ad uscire da un deficit cronico che è diretta conseguenza di una troppo disinvolta politica di sgravi fiscali. E alla prossima recessione, i dolori saranno ancora maggiori. Con buona pace di chi per 12 anni ha teorizzato l'assoluta supremazia del privato sul pubblico per il benessere collettivo e di tutti coloro che gli hanno voluto credere.

Pubblicato

Venerdì 29 Febbraio 2008

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 65.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Venerdì 18 Novembre 2022

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Mattia Lento

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 1344
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019